La dura vita di chi racconta con le foto

Lewis Hine - Power house mechanic working on steam pump

Lewis Hine – Power house mechanic working on steam pump

“Ho voluto mostrare le cose
che dovevano  essere corrette.
Ho voluto mostrare le cose che
dovevano essere apprezzate”.

Lewis Wickes Hine

 Fotografare può essere una passione, un lavoro o semplicemente un hobby, ma in ogni caso c’è sempre la voglia di raccontare la realtà, o meglio una interpretazione di questa, mediata dal nostro modo di analizzarla, attraverso uno o più fotografie.

Da quando storicamente le macchine fotografiche non hanno più avuto bisogno di lunghi tempi di esposizione per colpa di supporti fotografici poco sensibili, il fotografo è sempre più uscito dal proprio studio per documentare e raccontare il mondo. Pionieri come Jacob Riis alla fine del 1890, passando per Photo-Secession di Stieglitz e Strand (fondata nel 1902), fino a Lewis Hine, Helen Levitt, Walker Evans e a Dorothea Lange, hanno fatto la storia di quel movimento che prenderà il nome di “Straight Photography” (fotografia diretta). L’obiettivo era raccontare il mondo senza alcun artificio tecnico quali filtri e procedimenti di sviluppo e stampa particolari. Inizia la nascita del fotogiornalismo e delle agenzie fotografiche; il progresso ha fatto il resto, tra digitale, internet e la attuale crisi della carta stampata.

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