Un fotografo di fantasia (per Berlino)

Con la fotografia si può giocare, si può creare e si può addirittura interpretare qualcun altro passeggiando per la strada. Le strade nello specifico sono quelle di Berlino, i partecipanti sono ragazzi con una passione per la scrittura creativa e la fotografia analogica.

Immaginatevi 8 persone di età e sesso differenti chiuse in una stanza in un caffè berlinese che chiameremo Wale Café (e  che magari si chiama proprio così) che scrivono ognuno di loro la biografia di un fotografo di invenzione che vive o ha vissuto a Berlino dal 1945 in poi, fermando la sua storia in un determinato momento temporale della sua vita. Noi abbiamo indicato a  ciascuno solo una zona della città su cui creare e poi scattare. Ogni partecipante all’esperimento traccia un profilo psicologico del fotografo, lo discute insieme agli altri partecipanti, inventa un nome, immagina la sua vita, il suo modo di vestire e le particolarità del personaggio. Se lo ritaglia in base alla propria abilità fotografica, magari creandolo particolarmente complesso per sfidarsi in fase di interpretazione.

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Vecchie foto da Salvare

Pochi possono dirsi: “Sono qui”.
La gente si cerca nel passato e
si vede nel futuro.
Georges Braque

Scritto in collaborazione con Dario-Jacopo Laganà.

Occhi che ti guardano da una scatola, seri, gioiosi, intimi. Questo è girare per mercatini dell’antiquariato in una città dove il passato non può essere nascosto o taciuto come Berlino. Famiglie sono state separate, persone sono rimaste sole con i propri ricordi fino a quando non sono diventati un ricordo anche le persone. Quando si smette di scavare tra le mille fotografie ammassate nelle scatole, si finisce ad avere le mani nere e non ci si accorge che intanto sono passate alcune ore e il mondo esterno ti appare fin troppo colorato e chiassoso.

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