La fotografia al tempo di Internet

“Surprise!”, Stefano Corso (CC BY-NC-ND)

“Il tuo successo e la tua felicità ti sono perdonati solo se acconsenti
generosamente a condividerli.”
Albert Camus, La Caduta

 

L’effetto principale che ha la fotografia è quello di fermare il tempo. Le cause invece possono essere molteplici. Documentare, raccontare, interpretare, fare arte o ricordare. La fotografia è di fatto condivisione. Rari sono i fotografi che tengono i propri scatti per sé, ancora più rari al tempo di Internet, in cui tutto è portato all’attenzione di un pubblico potenzialmente illimitato. In passato le nostre foto stampate entravano a far parte di album destinati alla visione di familiari e conoscenti (spesso molto pazienti). Ora chi fotografa vuole mostrare, vuole far vedere quanto è bravo, quanto è fortunato a trovarsi in una determinata situazione ed abile nel riprenderla e a suscitare emozioni. Continua a leggere

Cosa è una bella foto?

© Enzo Penna

La domanda può sicuramente sembrare ingenua o banale. Capita spesso di chiedersi cosa ci attragga in una foto altrui, perchè la reputiamo bella, interessante o da ricordare.

Quali sono gli ingredienti che fanno di un’immagine una bella immagine?

Chiedersi cosa sia una bella foto è molto simile a chiedersi cosa faccia di un film, di un libro o di una canzone una bella esperienza percettiva. L’unica differenza è che la foto ha un impatto immediato, sia durante la sua esecuzione che nella sua fruizione. Il fotografo sceglie tra tanti istanti e tante possibili inquadrature come fermare e descrivere la realtà che ha intorno. Chi guarda una foto ha solitamente, come avviene per le opere pittoriche o scultoree, un’impressione immediata: mi piace o non mi piace.

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Gli stati mentali ed emotivi del fotografo

Chi fa fotografia per passione o per professione, o chi la fa per entrambe, conosce molto bene come l’occhio e la mente cambiano registro quando si ha in mano una reflex.

Il registro  mentale ed emozionale cambia, si vedono cose e situazioni che senza macchina difficilmente verrebbero colte. Si osserva invece di guardare, si osserva con angoli e prospettive diverse cercando il particolare, l’originale, una propria interpretazione della realtà, che molto spesso realtà non è, ed esiste solo dentro di noi.

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