Buon Compleanno Flickr!

Flickr

I loghi di Flickr

Questo febbraio Flickr, lo storico portale di condivisione di fotografie, compie 10 anni. Era il febbraio 2004 quando il servizio online creato dalla Ludicorp, e poi acquistato da Yahoo nel 2005,  appare su Internet contribuendo da quel momento a far crescere una generazione di fotografi amatoriali, e non, ed offrendo una fantastica vetrina internazionale per mostrare i propri lavori, farsi conoscere, condividere emozioni, ricordi, tecniche e vite. Non erano molte le possibilità antecedenti per far vedere ad un pubblico potenzialmente illimitato quello che eravamo capaci… o incapaci di fare con la fotografia. Le foto rimanevano chiuse tra familiari e poche cerchie di amici, generando poco confronti e molti apprezzamenti “addomesticati”.  Con l’avvento di Flickr, invece, se una foto faceva schifo o era un capolavoro te ne accorgevi subito. L’unico impegno che dovevi mettere era costruire un rete sociale di fotografi sparsi nel mondo con cui confrontarsi.

Amicizie, amori, collaborazioni sono nate tramite Flickr. Ha unito persone di tutto il mondo solo con l’unico comune denominatore della fotografia. Facendo scoprire talenti che tramite il portale poi sono divenuti famosi, creando stili, contaminazioni e mode fotografiche, costruendo famiglie nel vero senso della parola (ne conosco un numero incredibile),  generando campanilismi tra fotografi di città diverse (come quello per esempio tra il gruppo romano Romamor e quello milanese di Milanouel!W), migliorando l’uso dell’inglese di molti di noi appassionati di fotografia italiani e regalandoci l’opportunità di viaggiare per incontrare fotografi con cui avevamo solo condiviso amicizie ed apprezzamenti virtuali.

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192 Fotografi per non dimenticare

Projet192  Foto di  Edoardo Miola

Projet192 – Foto di Edoardo Miola

Madrid, 10 esplosioni di matrice terroristica fermarono 192 vite per sempre. Era l’11 marzo 2004.  A distanza di 10 anni da quella terribile data 192 fotografi, dietro l’impulso di Ciro Prota, fotografo napoletano trapiantato a Parigi, hanno unito le loro forze, creatività e coscienze per ricordare quei morti, quel giorno e per dare un contributo alla memoria collettiva.

Nel novembre 2013 Prota ha iniziato a raccogliere adesioni tra fotografi, professionisti e non, per il progetto che prenderà il nome di Projet 192: 192 fotografi per le 192 vittime di Madrid. Ufficialmente 192, ma a queste si aggiunge successivamente due mesi dopo un bimbo appena nato e subito morto  a causa delle ferite subite dalla  madre nell’attentato.

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Lo strano caso di HystoryInPics

L’account Twitter di History in Pictures

Nel fantastico mondo di internet periodicamente capita di imbattersi in fenomeni che diventano popolari in brevissimo tempo. Stiamo parlando di un account Twitter, in particolare dell’account @HistoryInPics e dei suoi account gemelli.

Da questo account vengono pubblicate con cadenza oraria ormai da quasi 4 mesi foto storiche riferibili a personaggi, eventi e fatti degli ultimi due secoli. Sono foto che destano un fascino incredibile, come solo  le foto del passato sanno suscitare. E’ possibile vedere foto di Elvis che finge di combattere con Cassius Clay, di Fidel Castro che incontra Malcom X, passando per foto di giovani attori agli albori come Robert De Niro, fino a foto storiche della seconda guerra mondiale. In pratica, giorno dopo giorno viene pubblicato su questo account, tutto quello che ha destato curiosità, ha fatto notizia o può essere considerato un  avvenimento miliare della storia dell’umanità.

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Interpretando la decadenza

Dreams (2012) - "Sogni" di Vittorio Corcos (1896)

Dreams (2012) e “Sogni” di Vittorio Corcos (1896)

Pittura e fotografia. Nella prima la realtà viene creata partendo da uno spazio vuoto e poi riempita con idee, colori, concetti: tutto è nella mente o nel cuore del pittore ancora prima che sulla tela e il suo prodotto non sarà mai una riproduzione fedele del reale, anche quando si volge verso esso, ma una sua complessa mediazione tra manualità, ispirazione e visione. Nella fotografia la realtà  deve esistere concretamente per essere rappresentata, sia che si tratti di una realtà colta al volo, sia che sia preparata da chi scatta tramite uno studio di luci, espressioni, soggetti ed oggetti costruiti. Anche in questo caso esiste prima di tutto nella mente e nel cuore del fotografo, ma lo scatto coglie sempre “materia viva” congelandola per sempre in un istante.

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Chi diavolo è Elmo Tide?

Pagina Flickr di Elmo Tide

La pagina Flickr di Elmo Tide

Magari non c’è mai stata un’America, magari c’erano solo i film di Capra. 
(John Cassavetes)

Elmo Tide è uno degli autori fotografici più misteriosi su internet degli ultimi anni. Non solo perché non si conosce la sua identità, ma soprattutto per le strane caratteristiche stilistiche e di contenuto delle sue foto.

Ma andiamo con ordine. Nel 2008 compare  su Flickr, uno dei portali di riferimento della fotografia mondiale amatoriale e non, una pagina di un utente che si fa chiamare Elmo Tide. Questa pagina viene aggiornata con foto in bianco e nero, non più di due volte l’anno in media. Di questo autore, che solleva subito molta curiosità tra gli appassionati, non si sa praticamente nulla, se non un nome che probabilmente è solo uno pseudonimo o un anagramma, che probabilmente fotografa in pellicola e che non risponde alle mail. All’unico tentativo di intervista che gli si riesce a fare nel 2010, risponde con frasi ad effetto e per lo più criptiche.

La domanda vera è come mai tutti cercano Elmo Tide? Di autori anonimi e pieno il mondo della fotografia su Internet. Ma Elmo ha un caratteristica che lo rende del tutto peculiare, il contenuto delle sue foto.

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Vecchie foto da Salvare

Pochi possono dirsi: “Sono qui”.
La gente si cerca nel passato e
si vede nel futuro.
Georges Braque

Scritto in collaborazione con Dario-Jacopo Laganà.

Occhi che ti guardano da una scatola, seri, gioiosi, intimi. Questo è girare per mercatini dell’antiquariato in una città dove il passato non può essere nascosto o taciuto come Berlino. Famiglie sono state separate, persone sono rimaste sole con i propri ricordi fino a quando non sono diventati un ricordo anche le persone. Quando si smette di scavare tra le mille fotografie ammassate nelle scatole, si finisce ad avere le mani nere e non ci si accorge che intanto sono passate alcune ore e il mondo esterno ti appare fin troppo colorato e chiassoso.

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Ci hanno “rubato” una foto?

Ricerca tramite Google Image

Ricerca tramite Google Image

La maggior parte dei fotografi pubblica le proprie foto su internet, questo è diventato uno dei migliori strumenti di diffusione dei propri lavori. Sia che siano protetti da copyright, sia che le si rendano disponibili con licenza Creative Commons, per usi ad esempio non commerciali (come descritto in un articolo precedente). In entrambi i casi, lanciando le proprie foto nel mare di internet, si rischia di perderne il controllo.

Il linea di principio la legge garantisce la piena titolarità dei diritti dell’autore per ogni opera creativa fotografica. Titolarità che sopravvive fino a 70 anni dopo la morte dell’autore medesimo. Ognuno è padrone delle proprie opere e ne può disporre come meglio crede, anche regalandole se vuole, ma ha anche e soprattutto il diritto di non vederle utilizzate per scopi non autorizzati, specie se con finalità commerciali.

Che succede se scopriamo che qualcuno sta utilizzando le nostre foto senza averne diritto? Magari senza neanche mettere il nostro nome o modificandole? E soprattutto come facciamo a scoprire chi le sta utilizzando?

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E se domani facessimo foto in pellicola?

Stefano Corso (CC BY-NC-ND)

Foto analogica – Stefano Corso (CC BY-NC-ND)

E se domani fosse un giorno qualsiasi di 20 anni fa. Cosa accadrebbe  se decidessimo di andare a fare foto in giro per la nostra città? Quali azioni condizionerebbero il nostro modo di fotografare in una epoca in cui il digitale non è ancora diffuso?

Dovremo prima di tutto andare a comprare un rullino, e qui le prime scelte: bianco e nero o colori? Quale sensibilità  ISO della pellicola scegliamo? Dovremo avere una idea su cosa ci piacerebbe fotografare, capire se il colore o il bianco e nero si adattano di più alla nostra idea della giornata.  Anche capire quale e quanta luce avremo a disposizione per la scelta della pellicola giusta non è banale.

Una volta caricato il nostro rullino in macchina, inizieremo a scattare. Ma avremo solo 24 o 36 scatti a disposizione. In digitale per esperienza comune 36 scatti si fanno mediamente in un’ora se siamo virtuosi. In pellicola ogni scatto invece diventerà prezioso. Ponderato. Non avremo la possibilità di rivederlo e correggere il tiro. Nello stesso tempo probabilmente fotograferemo solo le 2-3  situazioni che veramente ci convincono o ispirano, valutando molto bene da un punto di vista tecnico e compositivo cosa stiamo riprendendo.

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Morire (dimenticati) a 17 anni per una passione

molhemLa foto delle sue macchine fotografiche insanguinate ha fatto il giro della rete nei giorni passati. Una di quelle notizie che in Italia arrivano dopo, se arrivano. L’ennesimo giornalista o fotografo ucciso nella maledetta guerra civile in Siria.

Dall’inizio del 2011 sono stati uccisi 52 giornalisti e rapiti 30. Ma questa volta la notizia dovrebbe però fare più notizia di altre, anche in mondo dell’informazione che diventa negli anni sempre più assuefatto alle notizie che provengono da posti “noti”.

Molhem Barakat era un giovane fotografo di 17 anni, o almeno così le fonti concordi riportano, che lavorava come fotografo freelance per la Reuters in Siria. Venerdì 21 dicembre è morto nella ormai martoriata Aleppo mentre documentava i combattimenti intorno all’ospedale. Si sa ancora poco della sua morte, ma in rete circolano molte sue foto a nome Reuters che documentano la guerra civile e la vita ordinaria in Siria durante la guerra, foto che sono spesso state pubblicate sul New York Times. E sono ancora visibili sulla sua pagina Facebook le foto di lui, sorridente, fiero di fare un lavoro da professionista dell’informazione e del pericolo, con le sue macchine fotografiche in spalla.

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Scegliere una foto è difficile

Stefano Corso (CC BY-NC-ND)


Il talento sta nella scelte.
(Robert De Niro)

La bravura fotografica dipende da molti fattori. La bravura nello scatto e nel cogliere l’essenza delle cose, questo aspetto lo considero al di là della tecnica un dato meramente statistico, è bravo chi sbaglia meno degli altri, chi arriva a raccontare o evocare tramite la sua fotografia. Anche i bravi sbagliano, è solo che sbagliano meno.

Un aspetto interessante delle capacità di un fotografo è quella fondamentale di saper scegliere le proprie foto e i propri lavori, fatto assolutamente non banale. Si può destreggiare la tecnica, trovarsi al momento giusto nel luogo giusto, saper cogliere quello che si ha intorno componendolo alla perfezione, ma si può sbagliare poi nello scegliere le foto, scartando probabili capolavori che magari non vedrà mai nessuno. Com’è possibile questo?

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