Un fotografo di fantasia (per Berlino)

Con la fotografia si può giocare, si può creare e si può addirittura interpretare qualcun altro passeggiando per la strada. Le strade nello specifico sono quelle di Berlino, i partecipanti sono ragazzi con una passione per la scrittura creativa e la fotografia analogica.

Immaginatevi 8 persone di età e sesso differenti chiuse in una stanza in un caffè berlinese che chiameremo Wale Café (e  che magari si chiama proprio così) che scrivono ognuno di loro la biografia di un fotografo di invenzione che vive o ha vissuto a Berlino dal 1945 in poi, fermando la sua storia in un determinato momento temporale della sua vita. Noi abbiamo indicato a  ciascuno solo una zona della città su cui creare e poi scattare. Ogni partecipante all’esperimento traccia un profilo psicologico del fotografo, lo discute insieme agli altri partecipanti, inventa un nome, immagina la sua vita, il suo modo di vestire e le particolarità del personaggio. Se lo ritaglia in base alla propria abilità fotografica, magari creandolo particolarmente complesso per sfidarsi in fase di interpretazione.

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La poesia di ricordi in Polaroid

photographsIn questo breve cortometraggio animato, realizzato da Brendan Clogher e Christina “Kiki” Manriqueche come tesi alla Loyola Marymount University di Los Angeles, è presente tutta la magia e il potere evocativo delle foto stampate. In questo caso delle Polaroid.

Una anziana signora trova una vecchia macchina Polaroid ancora funzionante e comincia ad utilizzarla in modo molto originale ed all’apparenza incomprensibile. La fine del corto Photographs, ci svelerà il poetico finale e forse ci farà venire voglia di cominciare anche noi a stampare, conservare e appendere  i nostri ricordi…  per non tenerli solo nelle memorie di smartphone o computer.

Buona visione!


Photographs di B.Ki.Animation su Vimeo rilasciato con Licenza CC  BY-NC-ND.

Apps a servizio della fotografia

Gli smartphone sono diventati uno strumento per tutto, un coltellino svizzero dei nostri tempi. La funzionalità “telefono” è spesso residuale rispetto a tutto quello che ci facciamo durante la nostra giornata: accesso ad internet, pagare i parcheggi, prenotare un car sharing, ordinare cibo e così via. Di fatto sono diventanti anche un valido sostituto in termini di qualità e portabilità delle macchine fotografiche: probabilmente la maggior parte delle foto ormai  vengono  fatte con smartphone.

Considerato quindi che con il telefono ci facciamo ormai di tutto, e che ha il vantaggio di essere sempre con noi, vorrei soffermarmi non su programmi  specifici per  scattare foto (che ne avrete già a non finire) ma invece su altre usi “fotografici” di questo, a servizio di una fotografia più tradizionale.

Una schermata di Photo Buddy

Una schermata di Photo Buddy

PhotoBuddy (IOS) – Il tuttofare della “smartphone photography”, un’applicazione multifunzione che fornisce informazione sulle combinazioni tempo/diaframmi/iso, sulla misurazione della profondità di campo in base al vostro modello di camera,  sui valori di diffrazione e sull’angolo di campo. Inoltre fornisce informazioni su sole e luna, golden hour e azimuth.

Esposimetro – Ci sono numerose applicazioni che proprio sfruttando le funzionalità di fotocamera del telefono aiutano nel misurare la luce, molto utili per chi scatta in pellicola o si vuole allenare a comprendere la luce al di fuori dell’esposimetro della propria macchina fotografica. Le migliori da me provate sono Pocket Light Meter (IOS e Android), che oltre a essere un ottimo esposimetro tascabile in luce riflessa, ha anche un misuratore di temperatura colore. Un altro ottimo programma è Fotometer Pro (IOS), che oltre a lavorare su luce riflessa, simula un esposimetro in luce incidente utilizzando la fotocamera frontale ed ha anche un timer incorporato per le lunghe esposizioni.

The Photographer's Ephemeris

The Photographer’s Ephemeris

The Photographer’s Ephemeris (IOS e Android) – Effemeridi geolocalizzate e visualizzate su mappa. Spesso il fotografo ha necessità di capire rispetto ad una determinata location come lavorino sole, altezza di questo e ombre. Questa applicazione mostra su mappa  in qualsiasi posto del pianeta e in qualsiasi tempo (presente, passato e futuro) il movimento del sole e della luna. Applicazione molto simile è Sun Seeker (IOS e Android) che offre la stessa tipologia di informazioni, in maniera più semplificata, ma ha una funzionalità di realtà aumentata molto interessante: in pratica mostra tramite la fotocamera del telefono una griglia sovrapposta con lo  spostamento del sole durante l’anno.

Liberatorie – Spesso facendo fotografia professionalmente, e non, fotografiamo persone. In molti casi per poter usare le foto è richiesta una liberatoria firmata da parte del soggetto ripreso. L’applicazione Easy Release  (IOS e Android) aiuta in questo: è possibile infatti caricare il proprio modello di liberatoria. L’applicazione non solo aiuta nel riempire i campi necessari, ma permette alla fine di far firmare sia il fotografo che la persona ripresa, inviando successivamente via mail una copia pdf della liberatoria firmata ad entrambi.

Sviluppo fotografico – La bibbia internet dello sviluppo fotografico (tempi, tiraggi, combinazioni) offre la versione portatile del suo database di camera oscura: Mass Dev Chart (IOS e Android). Impostata la pellicola e lo sviluppo fornisce un utilissimo timer con i tempi di sviluppo e fissaggio, scandendo i tempi di agitazione.

Hello Photo - Provini a contatto

Hello Photo – Provini a contatto

Provini a contatto – Tramite Hello Photo (solo IOS) con un Ipad e un Iphone questa applicazione permette di fotografare i negativi, utilizzando l’ipad come banco di luce su cui andremo a posare il nostro negativo che fotograferemo poi con il telefono. L’applicazione provvede a invertire il negativo e a salvarlo come foto.

Fotografia di studio – Da segnalare due interessanti applicazione per visualizzare gli schemi di luce: Light Studio (solo IOS) offre degli interessanti tutorial visivi sui differenti schemi di luce, mentre Sylights (IOS) e Pro Studio Buddy (Android) permettono di disegnare, salvare ed esportare schemi di luce tramite l’utilizzo di simboli grafici, di flash, illuminatori, ombrelli, softbox e fondali.

Ovviamente questa è solo una breve panoramica delle applicazioni più interessanti che uso per lavoro, purtroppo non sono tutte gratuite, ma, soprattutto se ne sentite l’esigenza in termini di supporto alla vostra fotografia, i pochi euro di costo li valgono tutti.

Se avete altre applicazioni da consigliare o recensire potete farlo nello spazio per commenti sottostante.

 

 

Quanti Megapixel ha un occhio umano?

Camera Oscura (fonte Wikipedia - pubblico dominio)

Camera Oscura (fonte Wikipedia – pubblico dominio)

Le analogie tra macchina fotografica ed occhio umano sono molteplici e può essere interessante provare a fare delle comparazioni: da quelle tra iride e diaframma per regolare l’intensità della luce, tra cristallino ed obiettivo per la messa a fuoco, e tra retina e sensore (se parliamo di fotografia digitale) per raccogliere le immagini esterne. Ma ha senso fare un esercizio per capire quanto effettivamente sia la risoluzione di un occhio umano rispetto alle più moderne macchine fotografiche? Una gara tra tecnologia e natura. Forse no, ma si possono imparare molte cose sulla nostra percezione della realtà e sul nostro “guardare”.

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Il Fotogiornalismo è una gara?

La foto vincitrice "Signal" di John Stanmeyer

La foto vincitrice “Signal” di John Stanmeyer

La settimana scorsa sono state annunciate le foto vincitrici del prestigioso premio World Press Photo, curato da una organizzazione no-profit con base ad Amsterdam. Migliaia di fotogiornalisti ed aspiranti tali competono ogni anno per vincere il premio di miglior foto dell’anno e come ogni anno il premio espone il fianco a polemiche, discussioni e confronti. A sorpresa, interrompendo un tendenza che si era andata delineando nelle ultime edizioni, in questa edizione le foto non mostrano più sangue, violenza e dolore. O meglio mostrano anche questi elementi, ma in maniera più simbolica, meno cruenta e macabra degli anni passati.

La foto vincitrice dell’americano John Stanmeyer sicuramente mostra dolore umano, famiglie spezzate, ricerca di un futuro di popolazioni sofferenti. Ma lo fa in maniera simbolica, delicata, una connessione tra tecnologia, migranti e affetti, del tutto inaspettato. La foto degli uomini in piedi sulla spiaggia di Gibuti in cerca di un segnale con il loro cellulare, crea un corto circuito tra tutti gli elementi della foto, sofferenza, persone, simbolismo. Il tutto collegato da una foto di impatto, ben costruita e difficile da non notare anche per un osservatore distratto. Unica pecca, è una foto che forse necessita di una didascalia che spieghi chi sono e che fanno quelle persone illuminate dalla luna e dalla luce del loro cellulare.

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Buon Compleanno Flickr!

Flickr

I loghi di Flickr

Questo febbraio Flickr, lo storico portale di condivisione di fotografie, compie 10 anni. Era il febbraio 2004 quando il servizio online creato dalla Ludicorp, e poi acquistato da Yahoo nel 2005,  appare su Internet contribuendo da quel momento a far crescere una generazione di fotografi amatoriali, e non, ed offrendo una fantastica vetrina internazionale per mostrare i propri lavori, farsi conoscere, condividere emozioni, ricordi, tecniche e vite. Non erano molte le possibilità antecedenti per far vedere ad un pubblico potenzialmente illimitato quello che eravamo capaci… o incapaci di fare con la fotografia. Le foto rimanevano chiuse tra familiari e poche cerchie di amici, generando poco confronti e molti apprezzamenti “addomesticati”.  Con l’avvento di Flickr, invece, se una foto faceva schifo o era un capolavoro te ne accorgevi subito. L’unico impegno che dovevi mettere era costruire un rete sociale di fotografi sparsi nel mondo con cui confrontarsi.

Amicizie, amori, collaborazioni sono nate tramite Flickr. Ha unito persone di tutto il mondo solo con l’unico comune denominatore della fotografia. Facendo scoprire talenti che tramite il portale poi sono divenuti famosi, creando stili, contaminazioni e mode fotografiche, costruendo famiglie nel vero senso della parola (ne conosco un numero incredibile),  generando campanilismi tra fotografi di città diverse (come quello per esempio tra il gruppo romano Romamor e quello milanese di Milanouel!W), migliorando l’uso dell’inglese di molti di noi appassionati di fotografia italiani e regalandoci l’opportunità di viaggiare per incontrare fotografi con cui avevamo solo condiviso amicizie ed apprezzamenti virtuali.

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Lo strano caso di HystoryInPics

L’account Twitter di History in Pictures

Nel fantastico mondo di internet periodicamente capita di imbattersi in fenomeni che diventano popolari in brevissimo tempo. Stiamo parlando di un account Twitter, in particolare dell’account @HistoryInPics e dei suoi account gemelli.

Da questo account vengono pubblicate con cadenza oraria ormai da quasi 4 mesi foto storiche riferibili a personaggi, eventi e fatti degli ultimi due secoli. Sono foto che destano un fascino incredibile, come solo  le foto del passato sanno suscitare. E’ possibile vedere foto di Elvis che finge di combattere con Cassius Clay, di Fidel Castro che incontra Malcom X, passando per foto di giovani attori agli albori come Robert De Niro, fino a foto storiche della seconda guerra mondiale. In pratica, giorno dopo giorno viene pubblicato su questo account, tutto quello che ha destato curiosità, ha fatto notizia o può essere considerato un  avvenimento miliare della storia dell’umanità.

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Morire (dimenticati) a 17 anni per una passione

molhemLa foto delle sue macchine fotografiche insanguinate ha fatto il giro della rete nei giorni passati. Una di quelle notizie che in Italia arrivano dopo, se arrivano. L’ennesimo giornalista o fotografo ucciso nella maledetta guerra civile in Siria.

Dall’inizio del 2011 sono stati uccisi 52 giornalisti e rapiti 30. Ma questa volta la notizia dovrebbe però fare più notizia di altre, anche in mondo dell’informazione che diventa negli anni sempre più assuefatto alle notizie che provengono da posti “noti”.

Molhem Barakat era un giovane fotografo di 17 anni, o almeno così le fonti concordi riportano, che lavorava come fotografo freelance per la Reuters in Siria. Venerdì 21 dicembre è morto nella ormai martoriata Aleppo mentre documentava i combattimenti intorno all’ospedale. Si sa ancora poco della sua morte, ma in rete circolano molte sue foto a nome Reuters che documentano la guerra civile e la vita ordinaria in Siria durante la guerra, foto che sono spesso state pubblicate sul New York Times. E sono ancora visibili sulla sua pagina Facebook le foto di lui, sorridente, fiero di fare un lavoro da professionista dell’informazione e del pericolo, con le sue macchine fotografiche in spalla.

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