Interpretando la decadenza

Dreams (2012) - "Sogni" di Vittorio Corcos (1896)

Dreams (2012) e “Sogni” di Vittorio Corcos (1896)

Pittura e fotografia. Nella prima la realtà viene creata partendo da uno spazio vuoto e poi riempita con idee, colori, concetti: tutto è nella mente o nel cuore del pittore ancora prima che sulla tela e il suo prodotto non sarà mai una riproduzione fedele del reale, anche quando si volge verso esso, ma una sua complessa mediazione tra manualità, ispirazione e visione. Nella fotografia la realtà  deve esistere concretamente per essere rappresentata, sia che si tratti di una realtà colta al volo, sia che sia preparata da chi scatta tramite uno studio di luci, espressioni, soggetti ed oggetti costruiti. Anche in questo caso esiste prima di tutto nella mente e nel cuore del fotografo, ma lo scatto coglie sempre “materia viva” congelandola per sempre in un istante.

In entrambi i casi per essere considerate “arte” devono trasmettere negli  occhi di chi guarda sensazioni, emozioni o storie possibili. Due giovani artisti veneti Tania Brassesco e Lazlo Passi Norberto, con una solida formazione nelle arti visive e non solo, hanno cercato, nella loro serie “The Essence of Decadence” di unire il mondo pittorico con quello reale. Si fanno artefici in prima persona, ricostruendo (nel reale senso del termine) in fotografia grandi classici  del Decadentismo a cavallo tra la fine dell’800 e l’inizio del 900.

Backstage di Dreams (2012)

Backstage di Dreams (2012)

La ricerca, che è dietro  al loro lavoro “The Essence of  Decadence“, non è  solo un opera prettamente visiva di sovrapposizione all’originale pittorico, ma una ricerca più profonda, emotiva, di immedesimazione con il pittore e con il soggetto rappresentato all’interno del contesto creativo. I loro set sono costruiti da zero, Tania e Lazlo diventano loro stessi carpentieri, sarti, scenografi, attori, truccatori, ricercano materiali ed oggetti per rendere al meglio le loro sensazioni rispetto alle  opere  che reinterpretano. Specie in periodo di rinnovata decadenza sociale come quello che stiamo vedendo, tra prostrazione e solitudine.

NU ASSIS (2010) 
e "Nu Assis" di  Egon Schiele (1910)

NU ASSIS (2010) 
e “Nu Assis” di Egon Schiele (1910)

La costruzione  minuziosa di set fotografici, l’estrema cura nella scelta dei dettagli, nonché quella sensazione di tempo sospeso possono da lontano ricordare l’opera e la ricerca visiva di un altro grande della fotografia, Gregory Crewdson . Nel suo caso certamente con riferimenti cinematografici, ma che racconta lo stesso spaesamento, abbandono e introspezione emotiva nei soggetti rappresentati.

Nelle opere di Tania e Lazlo quello che risalta è il lavoro di squadra, la ricerca nel comprendere, interpretare e rendere simile  nelle differenze espressive. Impressionante  la capacità di Tania di assumere viso, espressione e forma di differenti soggetti femminili sembrando in ognuno allo stesso tempo lei e loro, proprio per l’empatia che viene ricercata con il soggetto idealizzato dal pittore. Accostamento questo molto più facile, ma allo stesso di maggiore complessità realizzativa, quando l’opera pittorica è realisticamente concreta in colori e forme. Quando invece si parte da opere illustrative come “Pel e Ploma” di Ramon Casas, esponente del modernismo spagnolo, l’aspetto interpretativo diventa predominante, gli spazi vengono riempiti, ripensati, colorati rendendo la nuova versione aderente all’opera di Casas, tanto da far sembrare che la copia abbia fatto da modello all’originale. In arte nulla si crea e nulla si distrugge, ma si reinterpreta in base ai tempi agli strumenti e alle epoche, il bello si può esaltare anche reinventandolo e creando nuove espressioni artistiche e nuovi contenuti materici.

PEL & PLOMA (2010) e "Pel & Ploma", di Ramon Casas (1899)

PEL & PLOMA (2010) e “Pel & Ploma”, di Ramon Casas (1899)

Nel corso degli ultimi anni Tania e Lazlo hanno ottenuto sempre più di frequente numerosi riconoscimenti internazionali e critiche positive, esponendo  le loro opere in musei e gallerie in Italia e all’estero. Se siete curiosi di vedere le opere della serie “The Essence of Decadence”  a confronto con gli originali che le hanno ispirate Rainews ha pubblicato una galleria a cui si rimanda.

Se volete vedere alcune dello loro opere esposte l’appuntamento è  alla fiera d’arte contemporanea SETUP dal 23 al 26 gennaio 2014 a Bologna presso lo stand della galleria BI-BOx Art Space e fine aprile, alla loro prossima mostra personale, che si terrà presso lo spazio museale CUBO di Unipol sempre a Bologna.

– La Galleria di Tania e Lazlo su Rainews –